Il film è un po’ lungo, dura due ore e quaranta minuti, ma si vede tutto di un fiato perché gli argomenti sono di estremo interesse e sono esposti con intelligenza e cura, e in certi momenti il film è persino commovente.
Sul piano dell’analisi non ho alcuna obiezione, sono concetti che conosciamo da tempo e che condividiamo, anche se è difficile farli capire alla gente, ma in questo periodo la speranza di una generale sollevazione contro il sistema finanziario è cresciuta. Che le risorse debbano essere gestite in modo intelligente (e per questo sostengo che sono illimitate) è lo scopo della FAZ.
Sul piano delle soluzioni, però ho molti dubbi. A parte che non mi piace la progettazione di città circolari (chi ha letto i miei libri conosce la ragione), non si dice in nessun modo come gestire la transizione da un sistema ad un altro. Sono convinto che un mondo senza denaro sia assolutamente auspicabile, ma per un po’ di tempo c’è bisogno di avere indicatori di scambio e il tasso negativo è lo strumento per la transizione, appunto.
Allo stesso modo, la gestione di una nuova società non può semplicemente essere affidata ai computer, almeno non in breve tempo, non fosse altro che per il fatto che i programmi devono essere scritti e approvati da tutti. Sono d’accordo sull’origine sociale dei comportamenti criminali, ma appunto, come si rileva nel film, c’è troppa gente al mondo che ha interiorizzato questi comportamenti e per liberarsene c’è bisogno di qualche generazione. La cosa che è solo accennata è che occorre generare strutture sociali che spingano verso comportamenti virtuosi, ma non si dice come. Questa è però la logica della Faz. Il reddito di cittadinanza è dato come presupposto, a quanto sembra, ma dirlo esplicitamente sarebbe stato meglio. Il rischio, se non si mettono i paletti, almeno nella fase di transizione, è che ti ritrovi in una società più dittatoriale di questa perché la gente non è educata a resistere alla violenza ed all’avidità. Ci sono società fatte da una maggioranza di persone meravigliose che sono ostaggio di uno sparuto gruppo di delinquenti, spesso nascosti dietro roboanti ideologie al governo o all’opposizione, che rendono la vita impossibile creando e gestendo continuamente l’emergenza.
Ma, a parte queste mancanze (che però non sono da poco), il film è bellissimo ed assolutamente condivisibile. E poi forse ha ragione Fresco: possiamo costruirla una Faz autosufficiente con poche decine di migliaia di persone, anche senza avere le notevoli risorse finanziarie che oggi sarebbero necessarie. Qualche anno fa provai a far partire un discorso sulla costruzion di centrali eoliche da utilizzare per dare energia e anche risorse ad una comunità. Adesso forse si potrebbe ripartire da lì, purché però, sia chiaro che si va a costruire una comunità essenzialmente anarchica. Questo spirito di anarchia che aleggia durante tutto il film è la cosa che mi è piaciuta di più… 🙂

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